È la notizia che sta scuotendo il mondo del retail e della sicurezza informatica: un massiccio attacco hacker a Nike ha esposto i segreti industriali del colosso sportivo. Non stiamo parlando “solo” di password o email dei clienti, ma del cuore pulsante dell’azienda: progetti, brevetti e strategie future.
Il gruppo criminale World Leaks ha rivendicato l’intrusione, minacciando di pubblicare 1.4 Terabyte di materiale riservato se non verrà pagato un riscatto. Questo attacco segna un cambio di passo nel cyber crime: il bersaglio non è più (solo) la privacy dell’utente, ma la proprietà intellettuale.
Qui la notizia rilasciata a Ruters
Quando il target è il “Know-How”
L’attacco hacker a Nike ci insegna una lezione brutale: i dati dei clienti non sono l’unica merce di scambio. Secondo le prime analisi, i cyber criminali hanno sottratto schemi di design, contratti di fornitura e piani di lancio dei prodotti per i prossimi due anni.
Perché questo attacco è diverso? Perché colpisce il vantaggio competitivo. Immagina se i tuoi concorrenti avessero accesso ai tuoi preventivi, ai tuoi brevetti o alla tua lista fornitori prima ancora che tu possa reagire. In questo scenario, SOS Hacking si posiziona come partner strategico non solo per la difesa dei dati personali (GDPR), ma per la tutela del segreto industriale. Sei vittima di attacchi ransomware? Hai subito un Data Breach?
World Leaks: la dinamica dell’attacco hacker Nike
Dietro l’attacco hacker Nike c’è World Leaks, un gruppo che sembra essere la riorganizzazione dei famigerati Hunters International.

A differenza dei classici ransomware che “bloccano” i PC, in questo caso la tecnica prevalente è stata l’esfiltrazione silenziosa. I criminali sono rimasti nei sistemi probabilmente per settimane, copiando 1.400 GB di file senza far scattare allarmi immediati.
Questo dimostra che i firewall tradizionali non bastano più. L’attacco hacker a Nike ha sfruttato probabilmente una vulnerabilità nella Supply Chain (la catena di fornitura), entrando da una “porta laterale” lasciata aperta da un fornitore o un partner meno sicuro.
È il classico caso d’uso che vediamo ogni giorno in SOS Hacking: l’azienda madre è blindata, ma l’attaccante entra passando dal computer del consulente esterno.
Cosa insegna l’attacco hacker Nike alle PMI italiane?
Potresti pensare: “Io non sono Nike, chi vuole i miei dati?”. Sbagliato. L’attacco hacker Nike dimostra che ogni dato ha un prezzo. Se per Nike il danno è la contraffazione dei prodotti, per una PMI l’equivalente è il furto del database clienti o dei progetti tecnici.
Vuoi evitare di subire un attacco informatico?
Come SOS Hacking protegge il tuo business (prima del disastro)
L’attacco hacker a Nike è un disastro reputazionale ed economico enorme. Ma è evitabile. SOS Hacking non interviene solo a cose fatte. Il nostro servizio di Penetration Testing simula esattamente un attacco contro la tua infrastruttura per trovare le falle prima degli attaccanti.
Non lasciare che anni di lavoro e ricerca svaniscano in un download di pochi minuti. Contattaci oggi stesso per salvaguardare la tua infrastruttura.
